I segni della storia
…una terra che in ogni angolo presenta i segni di un illustre e glorioso passato, lasciati sul campo da popolazioni antiche…
Tra le tante figure storico-religiose che caratterizzano la Maremma Toscana ce n’è una che unisce diverse località del comprensorio di Castiglione della Pescaia, ma non solo. Si tratta di San Guglielmo di Malavalle che secondo la tradizione uccise un terribile drago che infestava la zona.
San Guglielmo fondò l’ordine dei Guglielmiti e costruì il monastero in loc. Malavalle situato nei boschi tra Castiglione della Pescaia, Buriano e Vetulonia. Oggi possiamo trovare testimonianze di questo Santo in tutta la Maremma: la sua figura è dipinta in numerosi affreschi che decorano
le chiese di Montepescali, Cinigiano, Paganico, Montemerano, Santa Fiora, Castiglione della Pescaia e Massa Marittima. A Buriano e a Tirli (Castiglione della Pescaia) sono custodite anche delle reliquie del Santo, che recentemente sono state oggetto di una ricognizione storico-scientifica che ha fornito dei risultati decisamente interessanti…Bellezze naturali, mare cristallino, spiagge incontaminate, ma anche storia, tanta storia e cultura. La Maremma è anche, e forse soprattutto questo: una terra che in ogni angolo presenta i segni di un illustre e glorioso passato, lasciati sul campo da popolazioni antiche che ci riconducono alle radici profonde della nostra civiltà. Testimonianze, tutte da scoprire e cariche di magie, attraverso le quali è possibile leggere la storia, a partire dall’epoca degli Etruschi - le cui tracce si rinvengono in particolare nelle città di Vetulonia e Roselle sulle sponde del lago Prile, o ancora nelle necropoli della zona di Sovana (con la tomba monumentale Ildebranda), o
nei resti dell’acropoli del lago dell’Accesa - passando ovviamente per il periodo romano (la Roselle post-etrusca, la città di Cosa, la Porta Romana a Saturnia) e arrivando dritti dritti al Medioevo, avvincente momento storico che ha lasciato sul territorio della Maremma Toscana infiniti segni. Basti pensare ai tanti borghi arroccati sulle colline, che affondano le loro origini proprio in questo periodo “di mezzo”: da Massa Marittima a Scarlino, da Castiglione della Pescaia a Campagnatico, da Grosseto a Talamone, fino all’entroterra (Sovana, Pitigliano, Sorano, Arcidosso, Roccalbegna), per poi ridiscendere verso la Costa d’Argento con gli imponenti forti del Monte Argentario di chiara architettura spagnola, risalenti infatti allo Stato dei Reali Presidi di Spagna.
Assolutamente da non perdere per le suggestioni che evocano sono, nella zona delle Colline del Tufo (Pitigliano, Sovana, Sorano), le Vie Cave. Si tratta di profondi e stretti corridoi, scavati nel terreno, di dimensioni talvolta eccezionali (anche venti metri di altezza, tre di larghezza e diversi chilometri di lunghezza). Piuttosto incerte le origini: probabilmente a realizzarle, in epoche remotissime, furono gli Etruschi, quali strade di collegamento degli antichi nuclei abitati del territorio circostante, oppure come opere di drenaggio, o forse ancora come forma di difesa o più probabilmente come percorsi sacri (visto che attraversano le necropoli e gli antichi luoghi di culto), per riti religiosi e cerimonie particolari…